AlmaBLOG addio! Aprile 4, 2007
Posted by Raffaele Serra in AVVISI DI SERVIZIO, Collegio.add a comment
Ragazze e ragazzi!
Auguri a tutti di buona Pasqua a tutti!!!!
Ora per una settimana si torna a casa e nn vivremo sotto lo stesso tetto…
Colgo quest’occasione per avvisare chi non se ne fosse accorto che AlmaBLOG è morto in favore di un’idea nuova e più collaborativa di questa…. Ora abbiamo un Social Network tutto nostro dove tutti possimo iscriversi e scrivere un blog personale che andrà a formare il blog principale!
Questa è l’occasione giusta per raccontarci le vostre vacanze e condividere le vostre esperienze con tutti i collegiali! PARTECIPATE NUMEROSI!!!
L’Italia riuscirà a fare un PACS avanti? Febbraio 1, 2007
Posted by Raffaele Serra in ATTUALITA' E POLITICA, Mondo.4 comments

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Volevo scrivere un articolo in proposito.. ma poi ho letto questo bellissimo intervento di un blogger, leggendolo mi è piaciuto davverto tanto, e ho pensato di quotare le sue parole…
Patti Civili di Solidarietà. Secondo la prima formulazione francese del 1999, si distingue dall’istituto matrimoniale questa forma di contratto tra persone maggiorenni depositato presso la cancelleria del tribunale di appartenenza che comporta una serie di obblighi: – impegno a condurre una vita in comune. – aiuto reciproco materiale. – responsabilità comune per i debiti contratti dalla firma dei Pacs. In pratica per due terzi è un contratto finanziario.Quante cose si mettono in fatti quotidiani che sono spesso di una semplicità disarmante. Le leggi sembrano voler interpretare la realtà in un modo che soltanto le leggi conoscono. Due persone si incontrano. Si amano. Decidono di andare a vivere insieme. Non si sentono pronti per il matrimonio, o non sono interessati, hanno dei lavori precari, o hanno già un passato alle spalle che li fa pendere per la convivenza e basta. Passa il tempo. I due si amano ancora. Stanno insieme. Non pensano a farsi promesse speciali, parlano di loro, ma vivono, come la maggior parte delle persone, senza domandarsi tutti i giorni se quello che stanno vivendo è per sempre o finirà. Non in modo ossessivo. In ogni caso si rendono conto che una carta, una firma, non potrà sedare questo dubbio. Ormai tutti sono consapevoli della inconsistenza della promessa: “Per tutta la vita.” Condurre una vita in comune può significare soltanto che due persone si vogliono bene e per quanto ne sanno, in quel momento vogliono costruire qualcosa che sperano potrà crescere e fiorire. Ma sanno anche che è una loro scelta, un legame che vogliono avere la libertà di rompere se accade qualcosa di traumatico come un tradimento o se un giorno si svegliano senza amare più il proprio partner. Capita, più spesso di quello che si creda. Forse è giusto impedire a chi non ama più di lasciare il proprio partner? Forse disamorarsi non è un buon motivo per cercare altrove la propria felicità?
L’Avvenire si domanda come mai si faccia in tanta fretta una legge per il 3.9% della popolazione (le coppie conviventi fuori dal matrimonio), cifra che non farebbe pensare a un’emergenza totale. Peccato che la cifra in numeri divenga molto più significativa: quasi 500 mila coppie. Un milione di persone. Spiccioli? E se diciamo che negli ultimi 5 anni il numero delle coppie conviventi è aumentato del 230%? Cosa ne deduciamo? Che è un fatto marginale? L’Avvenire non considera il fatto che la famiglia non è il matrimonio. La famiglia è le persone che la compongono. I loro valori. Le loro scelte etiche e comportamentali. Il matrimonio è soltanto un atto di adesione a un codice esterno, religioso e/o civile. La famiglia come componente base della società non è tutta racchiusa in quella adesione. Quello è più un discorso di conta quotidiana dei propri adepti e del proprio potere d’influenza sulle coscienze degli individui. La Chiesa ha deciso che gli individui devono organizzarsi in famiglie composte da coppie eterosessuali unite dal sacro vincolo del matrimonio, i loro figli, eventuali genitori o parenti a carico. Il matrimonio libera da ogni peccato. E’ il contesto entro il quale tutto è lecito, visto che al di fuori tutto è illecito. Non importa più la morale individuale, i costumi, il casus, nel matrimonio c’è la salvezza, il rifugio. Si entra in uno schema salvifico.
Messa così, è chiaro che ogni deviazione dallo schema è un pericolo. Pericolo per il sistema, per il protettore dello stesso. Per le coppie che hanno ceduto alla pressione ambientale per salvarsi. Per chi continua a difendere il proprio legame indissolubile, nonostante non provi più l’amore di un tempo, e forse è roso dal dubbio che anche prima il suo amore fosse un’illusione più che una realtà.
Due persone si conoscono, due invididui si incontrano e si amano. Non c’è nulla di giurisprudenziale o di legislativo in questo. E’ un atto della vita. E nel libero flusso della vita questo atto deve ritornare. Senza leggi che ne stabiliscano i confini, le modalità e i doveri. Il vulnus purtroppo non è nelle nuove forme di coppie e di convivenze (come la mettiamo per le ‘comunità’?). Il vulnus è nell’ottocentesco concetto di famiglia e di matrimonio che ci portiamo dietro nelle Costituzioni di tutto il mondo occidentale e che limitano la libertà del legislatore oltre che i diritti delle persone. Una qualche Corte Suprema dovrebbe stabilire la priorità del diritto individuale (o di coppia, se lo scelgono due individui adulti consapevoli e coscienti) sul diritto stabilito dalla legge in senso generale. Come a dire che una definizione di famiglia deve adeguarsi ai modi e agli usi dei tempi, adeguando il diritto e i diritti alle conquiste delle culture di riferimento, e non il contrario.
Se in Spagna poi, definendo la famiglia, i legislatori franchisti specificarono la sua composizione in un uomo e una donna, questo per fortuna non esiste nella nostra Costituzione, rendendo in parte più facile il compito di chi deve soltanto ratificare un dato di fatto: gli individui hanno il diritto di innamorarsi di chi vogliono, senza limitazioni di sorta (ad eccezione dei minori e dei casi previsti dal codice penale). La famiglia come cellula della società è il luogo della compensazione dei bug del welfare. Cosa che accadrebbe ancora meglio se per famiglia si includesse anche una comune, un gruppo di amici solidali, insomma se si desse libertà di composizione ai cittadini (libertà che i cittadini si prendono ogni giorni, legge o non legge). Così facendo la legge tornerebbe a fare quello che deve fare, ratificare, interpretare la realtà e non guidarla e incanalarla secondo gli interessi e le interpretazioni di gruppi particolari. Oggi i cattolici, domani i secessionisti, poi qualche fautore di non meglio identificati creatori marziani…
Chi ha paura delle nuove forme di famiglia, in verità svela una paura della realtà che cambia. La vorrebbe fermare. Fissa, immutabile. In un disegno statico, che statico non è mai stato, neanche nel passato quando il mondo cambiava con ritmi più lenti di oggi. Ha paura di perdere terreno e consenso e così facendo perde terreno e consenso. La profezia di autoavvera. La questione è ampia. Si risolverebbe facilmente con un colpo di spugna. Eliminando la priorità del matrimonio. Rendendolo un rito simpatico da celebrare con la famiglia e gli amici, e non un dovere morale/religioso/etico o civile.
Sostengo con fermezza l’idea che in questioni esistenziali, laddove la scelta è personale, la società dovrebbe fare qualche passo indietro e lasciare che sia. Let it be. Trovare formule ampie, inclusive, più che esclusive e invadenti, e concentrarsi di più sugli aspetti che riguardano le conseguenze delle varie e libere forme di convivenza sui figli, sulle eredità, le pensioni, i contratti, la cura ecc ecc. Non è il vincolo del matrimonio che può convincere i singoli ad amarsi, a continuare a farlo. E la domanda è: come mai se sposo una persona posso accudirla e ottenere parte o tutta la sua eredità anche dopo un anno, e se convivo (ma amo lo stesso) nella stessa situazione acquisisco gli stessi diritti solo dopo 5 anni (e i tedem vorrebbero venirce a imporre un lasso di tempo di 15 anni!) ?? Non è un cavillo piuttosto discriminante?
L’attesa è quasi finita… Gennaio 27, 2007
Posted by Il Club Editoriale in Uncategorized.add a comment
…il Club Editoriale sta tornando!
Ci aspetta un anno ricco di proposte interessanti!
Speriamo vogliate condividere con noi nuove esperienze e nuove iniziative culturali all’interno del collegio…
Aggiornamento sezione foto: Galà di Natale Dicembre 17, 2006
Posted by Raffaele Serra in Uncategorized.add a comment
Ora sono online anche le foto del Galà di natale.. a grande richiesta…
Aggiornamento sezione foto: Bela’s Party Dicembre 12, 2006
Posted by Raffaele Serra in AVVISI DI SERVIZIO.add a comment
Da ora sono online le foto della festa di laurea di Belardinelli!!!
Colgo l’occasione che fare per l’ennesima volta tanti complimenti al Dottor Bela!
Editoriale sulla pena di morte Dicembre 12, 2006
Posted by marcoferrara in ATTUALITA' E POLITICA, Mondo.16 comments
La notizia la saprete: l’altro ieri l’ex dittatore del Cile, Augusto Pinochet, vittima qualche giorno fa di un gravissimo infarto, è morto. Gia il giorno dopo il suo infarto, molti giornali hanno espresso poco rammarico verso questo personaggio negativo del 20° secolo. Questo è comprensibile: Pinochet è stato a suo tempo un dittatore sanguinario e crudele. Ancora non si sa per esempio che fine abbiano fatto molti desaparecidos, le persone scomparse sotto il suo regime. La reazione più toccante, secondo me, è stata la lettera di Luis Sepúlveda pubblicata su La Repubblica qualche giorno fa, quasi un canto liberatorio dopo la fine di un incubo durato 17 anni di dittatura e, finita questa, quasi altrettanti anni di impunità. Il rancore verso questa persona dunque è giustificato. Alcune persone però hanno anche aggiunto che la morte naturale di Pinochet sia stata una sconfitta: secondo questi Pinochet doveva morire si, ma condannato a morte, davanti ad un plotone di esecuzione. Secondo me questo secondo sentimento è inaccettabile, soprattutto considerando che la maggioranza delle persone a favore di questa idea si professano contro la pena di morte in generale.
È qui che volevo arrivare: è giusta la pena di morte in certi casi, magari per persone che si sono macchiate di crimini contro l’umanità? Tendenzialmente, come ho gia detto, io credo di no. Non vedo alcuna giustificazione razionale.
- Sarebbe prima di tutto quasi un abbassarsi al loro livello.
- Molte persone poi professano questa idea puramente per fede politica e come metodo per sbarazzarsi di persone che considerano le loro antitesi politiche. Mi spiego: alcune persone di destra giustificano le azioni di Pinochet (un nome per tutti: la Thatcher), mentre sono contenti che Che Guevara (che in nome della rivoluzione ha personalmente condannato moltissimi dissidenti politici a morte) sia stato ucciso, mentre i loro equivalenti di sinistra vogliono la pena di morte per dittatori di destra come Pinochet e sono contenti che Mussolini sia stato giustiziato senza processo e allo stesso tempo difendono a spada tratta il diritto alla vita di Saddam Hussein. Secondo me bisogna avere coerenza. Se si è contro la pena di morte, lo si è anche in questi casi, e quindi sia i Saddam sia i Pinochet del mondo hanno diritto alla vita, ed è quindi ugualmente ingiusto che Che Guevara e Mussolini siano stati giustiziati (senza processo, tra l’altro).
- Inoltre, questo è un ragionamento che rischia di degenerare: si inizia col giustiziare la pena capitale per i dittatori, si passa poi ai pedofili assassini e via via si a arriva a rendere accettabile la pena di morte per qualsiasi crimine più o meno grave (come nel Texas).
Ne vale veramente la pena, togliere la vita ad un essere umano (malvagio quanto volete) per puro spirito di vendetta?
Vi lascio con una frase di Nelson Mandela, ex presidente del Repubblica Sudafricana e vincitore del premio Nobel per la pace:
Sono contrario alla pena di morte, perché essa è un riflesso dell’istinto animale che continua ad essere presente negli esseri umani
Riunione con dirigenti mensa ( parte seconda ) Dicembre 9, 2006
Posted by gabrielegrande in Uncategorized.add a comment
Ragazzi, in occasione della riunione organizzata da Romito con quelli della mensa verosimilmente per il giorno 12 dicembre, a cui è stato chiesto di partecipare al sottoscritto ( a causa delle ripetute rotture di ca**o per la questione dell’acqua ) e a Federica Marchese, per esporre ciò che non va dalla parte dei collegiali, ribadisco l’invito a TUTTI di riportare sul blog oppure direttamente a Federica qualsiasi problema riguardante la mensa ( dalle posate sporche, alle porzioni misere, alla qualità del cibo, cortesia dei cuochi, etc…). Tutte le vostre segnalazioni verrano raccolte in un piccolo dossier che butteremo giù con Federica prima della riunione.
RIPETO: è molto importante che tutti esprimano le loro perplessità e i loro malcontenti in modo che alla riunione possiamo, con una vasta gamma di proteste, far valere i nostri diritti di collegiali nei confronti del servizio mensa.
Mi auguro la collaborazione di tutti voi.
Film rimandato a data da definirsi Dicembre 6, 2006
Posted by flaviopons in Uncategorized.1 comment so far
Come avrete notato dall’avviso in portineria, purtroppo il proiettore della sala conferenze non funziona, pertanto la proiezione de “Le Fate Ignoranti” è rimandata fino a quando non verrà riparato (speriamo presto!).
La prossima data sarà comunicata come sempre qui!
“Le Fate ignoranti” Dicembre 5, 2006
Posted by Raffaele Serra in Collegio.1 comment so far
Salve ragazze e ragazzi! Il cineforum, come avrete notato, cambia giorno di programmazione, per spostarsi il mercoledì… questo cambiamento, forse troppo improvviso, è stato fatto per evitare che coincida con le iniziative del CUSB, e dare quindi la possibilità a tutti i collegiali di vedere il film in programmazione….
DOMANI ci sarà il famosissimo, quanto bellissimo, film di Ferzan Ozpetek con Margherita Buy e Stefano Accorsi: “Le Fate ignoranti”
Mi raccomandi non lascetevelo scappare, e per chi l’o ha già visto è la buona ocasione di rinfrescarsi la memoria…
IMPORTANTE!!!Riunione con i dirigenti della MENSA… Dicembre 4, 2006
Posted by gabrielegrande in AVVISI DI SERVIZIO, Collegio, Vita da Collegiali.8 comments
Ciao a tutti, torno a scrivere sul blog riguardo ad un argomento molto importante : LA MENSA!
Stamattina ho parlato con la direzione ( Romito e Nicolli ) dopo aver dovuto assistere, sabato sera, all’ennesima scenetta della signora che ci serve LAUTI pasti a cena che, con una incredibile faccia di bronzo nonchè forte aria di sfida, mi ha rifiutato 50 cl di ACQUA in più rispetto alla “normale” razione che spetta ad ogni collegiale…
Come me penso molti altri abbiano dovuto implorare la suddetta signora per avere un pò più di mezzo litro d’acqua, giustificandosi con il fatto che non tutti beviamo le stesse quantità e, soprattutto, che una bottiglietta d’acqua in più chiesta da 10 collegiali su 124 non avrebbe inevitabilmente consumato le risorse idriche del pianeta Terra nè prosciugato il portafogli della beneamata FELSINEA che amabilmente ci “nutre”….
Penso la mia sia una causa comune a tanti se non tutti, ed è per questo che la direzione sta organizzando una riunione con i dirigenti della mensa per il giorno 12/12 (data ancora non definitiva). Mi è stato chiesto di partecipare per rendere testimonianza di questo problema dell’acqua ed era anche stato fatto il nome di Federica Marchese che si era lamentata poichè la sera a cena il cibo finisce prestissimo ( tanto che se vai a mangiare alle 20.15 rischi di rimanere senza secondo e a volte anche senza una foglia di insalata..).
Pertanto INVITO TUTTI COLORO CHE HANNO DELLE LAMENTELE SU QUALSIASI COSA RIGUARDANTE LA MENSA DI SCRIVERLE COME COMMENTO A QUESTO ARTICOLO O IN BACHECA O ANDARE A SEGNALARLE ALLA DIREZIONE, IN MODO DA AVERE MOLTI ARGOMENTI A NOSTRO FAVORE E RENDERE LA RIUNIONE QUANTO PIU’ PROFICUA POSSIBILE!!!
Prego tutti coloro a cui sta a cuore ( ci starebbe la battutina “a stomaco”..:-P) la qualità dei servizi del collegio, mensa in primis, di partecipare a questa iniziativa…Grazie
