Il Visconte Dimezzato Novembre 5, 2006
Posted by marcoferrara in ATTUALITA' E POLITICA, Mondo.trackback
Salve, ragazzi, qui Marco Ferrara, questo è il mio primo articolo sul sito! Prima di tutto vorrei ringraziare Raffo per aver creato questo bellissimo blog, zona di libero scambio di idee del collegio Alma mater!
Come regola generale, vorrei incentrare i miei post (questo e quelli futuri) soprattutto su materie di politica estera, con un occhio di riguardo verso gli Stati Uniti.
Martedì 7 Novembre sarà un giorno infausto per il personaggio più potente al mondo, il presidente degli Stati Uniti d’America: i repubblicani infatti, il partito di George W. Bush (il cespuglio in capo delle imperiose forze americane), perderanno la camera bassa e molto probabilmente anche il senato federale, il tutto a vantaggio dei democratici.
Quali gli effetti concreti di ciò? Beh, prima di tutto, Bush diventerà un presidente a metà, perché non riuscirà più a far passare alle camere progetti di legge cari a lui, e soprattutto non riuscirà più a far prevalere la sua linea sull’ Iraq (la strategia della massiccia presenza sul territorio senza vincoli temporali per il rientro, che ha portato il paese alla guerra civile).
Dovrà inoltre scegliere cosa fare del suo potere di veto sulle leggi: il presidente degli USA può porre il veto a qualsiasi legge a lui sgradita, e visto che leggi dopo il 7 novembre non saranno più gradite ai repubblicani lui avrà tutto il diritto di bocciarle. Ciò però renderebbe il suo partito facile preda dei democratici alle seguenti elezioni presidenziali del 2008, che avrebbero facile gioco in campagna elettorale a presentare i repubblicani come un partito antidemocratico e massimalista, che non ha a cuore il bene dello stato e che preferisce invece la paralisi di esso, il cosiddetto stallo decisionale. Se invece Bush dovesse accettare le leggi del parlamento (cosa poco probabile), metterebbe al riparo il suo partito dagli attacchi dei democratici durante la campagna elettorale per le presidenziali, ma alienerebbe al tempo stesso la base del partito, che non andrebbe a votare in massa come accadde alle scorse elezioni.
Conclusione: il prossimo presidente degli USA sarà molto probabilmente un democratico: molti i nomi in lizza: si distinguono Barack Obama (che diverrebbe il primo presidente nero) e Hillary Clinton (che diverrebbe invece la prima donna a ricoprire la carica). Ai repubblicani servirà invece un personaggio fortissimo per risalire la china: forse Condoleeza Rice, forse un altro personaggio alla Bush (per esempio lo stesso fratello, Jeb Bush, governatore della Florida).
Quindi il Patriot Act, la detenzione di prigionieri a Guantanamo, l’uso della tortura, tutte queste politiche verranno velocemente abrogate e spazzate via nel dimenticatoio della storia, assieme al governo che le varò . Quindi, mi raccomando, dita incrociate martedi!
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