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Editoriale sulla pena di morte Dicembre 12, 2006

Posted by marcoferrara in ATTUALITA' E POLITICA, Mondo.
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La notizia la saprete: l’altro ieri l’ex dittatore del Cile, Augusto Pinochet, vittima qualche giorno fa di un gravissimo infarto, è morto. Gia il giorno dopo il suo infarto, molti giornali hanno espresso poco rammarico verso questo personaggio negativo del 20° secolo. Questo è comprensibile: Pinochet è stato a suo tempo un dittatore sanguinario e crudele. Ancora non si sa per esempio che fine abbiano fatto molti desaparecidos, le persone scomparse sotto il suo regime. La reazione più toccante, secondo me, è stata la lettera di Luis Sepúlveda pubblicata su La Repubblica qualche giorno fa, quasi un canto liberatorio dopo la fine di un incubo durato 17 anni di dittatura e, finita questa, quasi altrettanti anni di impunità. Il rancore verso questa persona dunque è giustificato. Alcune persone però hanno anche aggiunto che la morte naturale di Pinochet sia stata una sconfitta: secondo questi Pinochet doveva morire si, ma condannato a morte, davanti ad un plotone di esecuzione. Secondo me questo secondo sentimento è inaccettabile, soprattutto considerando che la maggioranza delle persone a favore di questa idea si professano contro la pena di morte in generale.
È qui che volevo arrivare: è giusta la pena di morte in certi casi, magari per persone che si sono macchiate di crimini contro l’umanità? Tendenzialmente, come ho gia detto, io credo di no. Non vedo alcuna giustificazione razionale.

  • Sarebbe prima di tutto quasi un abbassarsi al loro livello.
  • Molte persone poi professano questa idea puramente per fede politica e come metodo per sbarazzarsi di persone che considerano le loro antitesi politiche. Mi spiego: alcune persone di destra giustificano le azioni di Pinochet (un nome per tutti: la Thatcher), mentre sono contenti che Che Guevara (che in nome della rivoluzione ha personalmente condannato moltissimi dissidenti politici a morte) sia stato ucciso, mentre i loro equivalenti di sinistra vogliono la pena di morte per dittatori di destra come Pinochet e sono contenti che Mussolini sia stato giustiziato senza processo e allo stesso tempo difendono a spada tratta il diritto alla vita di Saddam Hussein. Secondo me bisogna avere coerenza. Se si è contro la pena di morte, lo si è anche in questi casi, e quindi sia i Saddam sia i Pinochet del mondo hanno diritto alla vita, ed è quindi ugualmente ingiusto che Che Guevara e Mussolini siano stati giustiziati (senza processo, tra l’altro).
  • Inoltre, questo è un ragionamento che rischia di degenerare: si inizia col giustiziare la pena capitale per i dittatori, si passa poi ai pedofili assassini e via via si a arriva a rendere accettabile la pena di morte per qualsiasi crimine più o meno grave (come nel Texas).

Ne vale veramente la pena, togliere la vita ad un essere umano (malvagio quanto volete) per puro spirito di vendetta?
Vi lascio con una frase di Nelson Mandela, ex presidente del Repubblica Sudafricana e vincitore del premio Nobel per la pace:

Sono contrario alla pena di morte, perché essa è un riflesso dell’istinto animale che continua ad essere presente negli esseri umani

Commenti»

1. .......ino - Dicembre 12, 2006

Non so se definire quest’articolo un chiaro esempio di ipocrita moralismo oppure ostentato sentimentalismo di un mediocre desiderio di “politizzare” ciò che ci circonda. Beh comunque sia in entrambi i casi la cosa è grave e penosa: non capisco come tu non abbia scritto la solita frase “é Dio colui che è giudice della vita degli uomini”,ma forse capisco che avresti peggiorato la banalità del tuo articolo, comunque perchè non spieghi che la pena di morte è un crimine a chi magari è stato vittima dellla mafia, alle famiglie delle scorte che proteggono chi cerca di fare giustizia, a chi è stato massacrato un figlio con colpi di pala da un essere che non si sa se sia uomo o animale. Dimmi come li puniresti questi istinti animali?con l’ergastolo?cosi magari dopo 10 anni di carcere o anche meno sono di nuovo in giro, per il desiderio di “recuperare” tali individui nella società oppure per far si che continuino in carcere la loro guida di boss, magari serviti e riveriti e pure poverini curati perchè soffrono di dialisi(es.Provenzano).per quanto riguarda il secondo caso direi che siamo tutti bravi a parlottare di politica ostentando delle misere vicissitudini americane, ma avrai notato che il sistema politico-giudiziario americano è diverso da quello italiano?a quanto pare il tuo breve soggiorno non è stato abbastanza lungo per fartelo notare.

2. gabri - Dicembre 12, 2006

Sono pienamente d’accordo con te Marco, non si può essere favorevoli alla pena di morte in quanto si diventerebbe degli omicidi e, teoricamente, si dovrebbe subire lo stesso trattamento…inizierebbe un ipotetico circolo vizioso! Inoltre chi è l’omicida?Chi applica la pena ( il boia ) o chi la stabilisce ( magistrati ) o chi la ordina ( presidente o chi per lui ) ?? E’ un pò un controsenso che chi punisce qualcuno per aver compiuto un omicidio si macchi lui stesso di tale gesto….

3. gabri - Dicembre 12, 2006

perchè hai paura di far sapere chi sei caro……ino???non dovresti aver paura delle tue idee nascondendoti dietro l’anonimato….

4. .......ino - Dicembre 12, 2006

Non so se definire quest’articolo un chiaro esempio di ipocrita moralismo oppure ostentato sentimentalismo di un mediocre desiderio di “politizzare” ciò che ci circonda. Beh comunque sia in entrambi i casi la cosa è grave e penosa: non capisco come tu non abbia scritto la solita frase “é Dio colui che è giudice della vita degli uomini”,ma forse capisco che avresti peggiorato la banalità del tuo articolo, comunque perchè non spieghi che la pena di morte è un crimine a chi magari è stato vittima dellla mafia, alle famiglie delle scorte che proteggono chi cerca di fare giustizia, a chi è stato massacrato un figlio con colpi di pala da un essere che non si sa se sia uomo o animale. Dimmi come li puniresti questi istinti animali?con l’ergastolo?cosi magari dopo 10 anni di carcere o anche meno sono di nuovo in giro, per il desiderio di “recuperare” tali individui nella società oppure per far si che continuino in carcere la loro guida di boss, magari serviti e riveriti e pure poverini curati perchè soffrono di dialisi(es.Provenzano).per quanto riguarda il secondo caso direi che siamo tutti bravi a parlottare di politica internazionale ostentando delle misere vicissitudini americane, o fare inutili allusioni ancora su cio che ha fatto la destra o la sinistra nel passato o fa nel presente. Comunque da parte mia ogni totalitarismo è una negazione della democrazia, sia che si tratti di Pinochet, sia di Mussolini sia di Saddam Hussein. Altrimenti perche non ti trasferivi in Iraq o in Cile?

5. Marco (ex Washington) - Dicembre 12, 2006

Prima di tutto caro ……ino per favore esci dell’ anonimato. Posso capire che tu ti vergogni di far conoscere al mondo le tue opinioni inverosimili, ma in tal caso te le tieni per te e non ti nascondi dietro una ridicola serie di puntini.

Per quanto riguarda le ‘accuse’ beh, il mio non e’ un desiderio di politicizzare ciò che ci circonda. Negli ultimi giorni, in tutti i media si è parlato di Pinochet: l’evento è di per se politico (oltre che umano). La pena di morte inoltre è certamente un argomento politico. Non capisco quindi in cosa consista questo mio ‘tentativo’, che piu che tentativo mi sembra un ‘dato di fatto’. Poi la gente un pò qualunquista può anche far finta di non vedere questi risvolti politici, ma questa non è certamente colpa mia.
Inoltre ti consiglio o di mettere alla luce questa mia presunta ipocrisia oppure di compranti un bel dizionario e leggerti la definizone del termine.

Contro la pena di morte vi sono, oltre ad una serie di argomentazione etiche (lo stato di diritto eroga giustizia, non consuma vendette) , vi sono anche argomentazioni logiche (la giustizia dell’ uomo non è ne perfetta ne finale, persone condannate possono essere scagionate decenni dopo la fine del processo se emergono elementi nuovi che dimostrino la loro innocenza. Se pero l’imputato è stato giustiziato, si da una soluzione finale ad una giustizia assolutamente non finale) e dati sperimentali che dimostrano la futilità della pena di morte come deterrente (la criminalità negli USA è il doppio della media degli altri paesi industrializzati. Dunque la pena di morte NON FA DIMINUIRE LA CRIMINALITA’. Tu comunque non vuoi una società più ‘ordinata’ o sicura, semplicemente ti interessa la pena di morte come istituzione di vendetta collettiva verso gli imputati, cosa non contemplata dagli stati di diritto.

Mi rendo perfettamente conto, a differenza di te (come dimostri quando parli delle “misere vicessitudini americane” – frase che dimostra una spettacolare ignoranza delle vicende politiche moderne) della differenze (ed i paralleli) fra il sistema politico – giudiziario italiano e quello statunitense. Tra l’altro, non so se l’hai notato, ma il mio discorso è generale. Non parlo ne di USA ne di Italia in particolare, l’argomento è: la pena capitale in generale e nello specifico la pena capitale per persone che hanno commesso crimini contro l’umanità.

6. $teffy - Dicembre 13, 2006

personalmente-sottolineo- credo che non ci possa essere coerenza quando si trattano argomenti come questo…a priori direi di essere contraria alla pena di morte,pechè penso che se facciamo occhio per occhio,alla fine diventiamo tutti ciechi!!però poi mi metto nei panni di tutti quelli che restano alla fine,tutte le vittime,seppure indirette,di certe azioni di cui si macchiano gli uomini….allora penso che a me non me ne frega nulla della funzione rieducativa che il carcere DOVREBBE avere…a me importa vivere serena e tranquilla e poter garantire la stessa sicurezza alle persone a me care.Riguardo alla frase di mandela,bè….l’uomo è un animale,ed è il peggiore tra tutti perchè il + razionale,addirittura l’unico in grado di seviziare persino i proprio figli…nn credo che abolendo la pena di morte si possa risolvere la questione,noi siamo così e basta

7. personalmente - Dicembre 13, 2006

condivido l’opinione di …ino. nel senso che con la pena do morte non ci si macchia di un delitto,ma ci si libera di un uomo,che non è degno di essere considarato tale e che quindi non si merita altro che la morte.

8. Raffaele Serra - Dicembre 14, 2006

“perchè non spieghi che la pena di morte è un crimine a chi magari è stato vittima dellla mafia, alle famiglie delle scorte che proteggono chi cerca di fare giustizia, a chi è stato massacrato un figlio con colpi di pala”

A me pare che qui si stia ignorando una cosa importantissima, non c’è dubbio che queste persone, le “vittime indirette”, non siano nella situazione emotiva di poter giudicare… e per questo motivo è giusto che si astengano dal farlo!
Ogni persona ha diritto ad una giuria imparziale… poi potete sparale grosse quanto volete….
e se voi foste familiari e amici delle persone che bìvengono giustiziate? e la giustizia è forse infallibile?

9. .......ino - Dicembre 14, 2006

Evviva la sincerità di Steffi e personalmente, secondo me si sta andando troppo sul personale.. mi spiego: io non ho detto che la pena di morte è a priori una cosa giusta, ma io ho voluto dire che in alcuni crimini di ferocia umana, quindi è ovvio che si presuppone un processo per tali azioni, dove le prove di colpevolezza sono manifeste e oggettive (quindi sono state esaminate da giudici che non sono familiari delle vittime dirette o indirette, o dove non vige il “desiderio di vendetta”). Una volta che quindi è stato fatto ciò in cosa confidiamo? Che la ferocia di tali individui o animali venga recuperata? ne dubito fermamente anche perchè dati sperimentali hanno evidenziato che nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che ripetono o che non sono affatto convinti della loro azione criminale. allora direte… si ma in questi casi si tratta di malati psitici? ecco è proprio piacevole sentirsi dire una giustificazione di tale portata, tanto ogni volta per dare a chiunque delle “attenuanti” ai crimini commessi si dice che si tratta di pazzi o di persone non in grado di intendere e di volere . Però era in grado di intendere e di volere quando ha escogitato il piano di rapimento, o magari di chiamarsi un buon avvocato o ha cercato di nascondere il corpo o l’arma del delitto. A volte penso che a dare il giusto valore della pena non siano tutti questi bravi politicanti (per fortuna una piccola parte si salva) ma il miiglior modo di espiare la colpa sia dato dai detenuti stessi… e sì perchè tanto se non è lo Stato a dare la pena di morte sono i detenuti stessi a dargliela!!! Caro Washington pubblica un altro articolo, magari inserendo tutta la tua eloquenza diritto-giuridica, per dimostrarci la tua bravura, sullo stato attuale delle procedure di diritto penale italiano, così vediamo come purtroppo ci debbano pensare i detenuti a dare la giusta pena. un’altra cosa: io confido nella capacità di giudizio dei giudici della magistratura italiana, non vedo come una persona non riesca a vedere dei crimini manifesti e palesi e pure confessati dal reo stesso, altrimenti se ci mettiamo a dubitare di questo al diavolo lo Stato italiano (facciamo come Berlusconi con il processo Imi-Sir).
Ah ho controllato sul dizionario cosa significa IPOCRISIA: finzione con la quale una persona riesce a simulare buoni sentimenti, amichevole disposizione, rettitudine di vita, allo scopo di accattivarsi la simpatia altrui in vista di qualche suo scopo particolare.

10. Gino - Gennaio 9, 2007

….ino ma hai qualcos’altro di …ino oltre al cervello e alla conoscenza della grammatica italiana? scusami se nn ti rispondo con un articolo serio, ma nn ne ho proprio voglia perchè tanto nn capiresti! e allora mi diverte di più sfotterti… senza offesa….byez

11. .......ino - Gennaio 9, 2007

meno male perchè così almeno ho dimostrato chiaramente quanto io sia ignorante!Sai avevo paura non si capisse abbastanza. é bello essere carenti e deficienti perchè così si ha lo stimolo a migliorare, anche se per me ci vorrebbe un miracolo!!grazie del tuo giudizio Gino. Ps meno male che viviamo in un paese democratico dove tutti sono liberi di dire la loro opinione, anche se la mia opinione è veramente scritta ed espressa in modo poco aulico e grammaticamente scorretta. Mi scuso con tutti

12. Gino - Gennaio 22, 2007

allora… si dice: che la mia opinione è scritta ed espressa in modo scorrettO e nn scorrettA!!! scorretto è riferito al modo e non all’opinione!! lo vedi che sei ignorante!

13. .......ino - Gennaio 22, 2007

Caro Gino anche se non ho un’indole particolarmente evangelica però si dice:”Non guardare la pagliuzza che è nell’occhio del tuo vicino, quando hai nell’occhio una trave”. Secondo la mia opinione credo che tu senta il bisogno di correggere gli altri (anche se dire correggere sarebbe eccessivo sia per il tuo livello culturale sia perchè non sei in grado di capire che durante la scrittura on line può sempre avvenire la sostituzione di una a con una o) perchè sei stato a lungo ,e sicuramente lo sei anche attualmente, corretto dagli altri. Ti consiglio di continuare a prendere lezioni di sintassi e grammatica italiana in modo che rechino vantaggio a te stesso e anche a me con le tue correzioni. ciao

14. .......ino - Gennaio 22, 2007

Ah dimenticavo mi scuso con tutti perchè come si vede da una semplice opinione (sbagliata e scorrettA quanto sia) sulla pena di morte si è finito per trascendere con queste banalità. Siccome non voglio abbassarmi al livello di chi non ha nulla a che fare, oltre a quello di correggere inutilmente gli altri, e non voglio siminuire la serietà di questo blog (e nello stesso tempo la delicatezza e la serietà di un argomento, quale quello della pena di morte) porgo i miei saluti e le mie scuse.

15. $teffy - Gennaio 23, 2007

cambio argomento:volevo chiedere per cortesia alle matricole che sono al primo piano SE POSSONO SMETTERE DI URLARE,CORRERE E FARE CASINO IN CORRIDOIO….c’è tanto altro spazio per fare baldoria e purtroppo c’è chi ha degli esami da preparare!!grazie

16. $teffy - Gennaio 23, 2007

vabbè ho appena notato di avere scritto nello spazio sbagliato….sorry