GITA NEI SOTTERRANEI Novembre 14, 2006
Posted by Il Club Editoriale in Bologna, GITE.7 comments
Tutti svegli alle 8 di sabato mattina!
L’appuntamento con la guida è fissato in piazza Minghetti, per cominciare la nostra originale visita nella Bologna “underground”. Siamo in 30, compresi Peppe e Romito con Signora; alle 10 varchiamo la soglia della botola che segna l’inizio del percorso sotterraneo (un tantino inquietante) che si dipana al di sotto del centro storico della città. Ci viene subito spiegato che fino a qualche anno fa il tunnel era adibito alla raccolta delle acque fognarie…ce ne eravamo già accorti da soli!!!
Oggi, dopo un’ opera di bonifica, la sua funzione principale è quella di raccolta delle acque chiare. La storia di questa struttura è tuttavia più complessa e i suoi inizi risalgono all’epoca medievale, quando, lungo lo stesso percorso, scorreva il torrente Aposa. Nei secoli quest’ultimo ha svolto numerose funzioni: dalla difesa della città dagli attacchi esterni allo scarico di rifiuti industriali e domestici, fino all’erogazione di forza motrice ai mulini. Inoltre, il suo alveo serviva come luogo di raccolta della neve in eccesso che rischiava di ostruire le strade cittadine. Un aneddoto narra che, durante la “Piccola Era Glaciale”, nel sedicesimo secolo, le sue acque tiepide furono usate per sciogliere lo spesso strato di ghiaccio e, dove non arrivarono, questo permase fino ad aprile inoltrato! A lato di tutti gli aspetti positivi delle sue funzioni, c’è da dire che l’Aposa fu il maggiore veicolo di trasmissione della peste (che si diffuse a partire soprattutto dalla “vicina” zona di Via Mascarella).
Il sotterraneo collega piazza Minghetti a Piazza San Martino, passando proprio sotto Via Rizzoli e Piazza Maggiore. Nelle sue volte si conservano ancora le arcate dei ponti romani che all’epoca servivano ad attraversare il torrente, nonché una bella trave di cemento installata dalla Sip (oggi Telecom, ndr) negli anni ‘70 e qualche evidente traccia di cantina abusiva…Proseguendo, si incontrano le ginocchiere usate dalle lavandaie per il bucato e una piccola nicchia laterale contenente vari frammenti di Selenite, testimonianza della costruzione in pietra già in epoca antica; lo stesso minerale si trova nella base delle due torri. La seconda parte della visita si svolge in Sala Borsa, che scopriamo non essere stata solo luogo di contrattazioni, ma anche orto botanico, campo di esercitazione militare, banca e campo da basket, fino ad assumere la sua attuale funzione di libreria e sala lettura. Appena raggiunto il sotterraneo, ci viene spiegato che la testimonianza più antica è un palo fossile di epoca villanoviana, accanto al quale si trovano subito i resti romani su cui poggiano anche le fondamenta medievali: l’etrusca città Felsina, che avrebbe dovuto occupare l’epoca antecedente al dominio di Roma, non sorgeva infatti in corrispondenza dell’attuale Bologna, bensì da tutt’altra parte.
Tra gli strati archeologici si riescono ancora a scorgere due pozzi appartenenti ad epoche diverse, la strada parallela al cardo massimo, che tagliava la città da Nord a Sud e un antico sistema fognario abbandonato successivamente a causa della perdita delle tecniche necessarie alla sua manutenzione. La visita si conclude con un pranzo insieme, ottima occasione per sfuggire alla solita “routine” della mensa!
Roberta Amato e Flavio Pons



